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Angolo seminascosto del Centro Italia, tuttora economicamente poco sviluppato, la provincia di Rieti ha molterisorse per affermarsi come meta turistica, e non è un caso quindi che l’Assessorato alla Cultura e Turismo rurale investa nella manifestazione 20 eventi.
Il suo territorio collinare da una parte scende fino alla piana romana e in queste zone vi prospera la coltura dell’ulivo, che produce uno dei migliori oli d’Italia, mentre dall’altre sale fino a veri e propri monti, culminando nel Terminillo (2212m.). Le acque abbondanti che si raccolgono in numerosi laghi, sia naturali che artificiali, contribuiscono, insieme alle forti correnti ascensionali che fanno della piana di Rieti uno dei migliori centri di volo a vela europei, a rendere la provinciacentro ideale per molti sport.
L’intera provincia è ricca di resti archeologici, soprattutto di epoca romana, ed è un vero susseguirsi di borghi medioevali con castelli, palazzi e chiese che nascondono opere d’arte. Già poco dopo la caduta dell’Impero Romano fu fondata l’Abbazia di Farfa, che fu centro economico e culturale di massima importanza; ancor oggi la sua ricca biblioteca richiama studiosi da ogni parte del mondo e l’Abbazia stessa è meta di numerosi visitatori.
Mentre il nome stesso di Sabina è restato noto nel mondo per il famoso Ratto delle Sabine, quando secondo la leggenda i guerrieri romani vincitori si appropriarono delle giovani ragazze locali, la piana di Rieti lo è per il Cammino di San Francesco, l’itinerario che collega i quattro eremi della zona in cui visse il Poverello di Assisi, che qui veniva in ritiro spirituale, affrontando un viaggi allora assai periglioso e dove, nell’eremo di Fonte Colombo scrisse la regola dell’Ordine Francescano e in quello di Greccio diede vita nel 1223 al primo presepe della Cristianità.
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