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Opere manifestazione 2007 Opere italiane

Erik Alblas
Nato a Boskoop (Olanda)
nel 1965

Collezione di fiori

I vasi di fiori del paese verranno collezionati per poi disporli in forma di scultura in una piazza del paese. Il lavoro intende sottolineare l’impatto che può avere il verde nell’atmosfera di un villaggio.

 

Paul Darius
 

Ficca dentro il naso

Si tratta di una palla di circa 30 centimetri di diametro con in negativo la forma del mio naso.. La palla è rossa (come un semaforo), la suoperfice è brillanete e riflettente. Il pubblico è invitato a inserire il proprio naso nella palla. Anziché osservare l’oggetto da un punto di vista estetico o di toccarlo a livello tattile, é come se uno ne odarasse la forma geometrica. La palla diventa un naso da clown , lo spettatore un clown. C’è un detto tedesco „steck deine Nase nicht in Dinge, die dich nichts angehen“, „non ficcare il naso in cose che non ti riguardano“ Io invece desidero che ognuno ficchi il naso nella mia arte.


Automobilini

Ci sono automobiline che possono essere guidate da bambini dai tre ai cinque anni, con un manubrio dietro tenuto in mano dal un grande, al fine di evitare che il bambino conduca il giocattolo in suituazioni pericolose. Un tale manubrio è stato aggiunto sul retro della mia auto mantenendo le medesime proporzioni del giocattolo. L’adulto viene posto nella posizione del bambino. L’impossibilità di una sua effettiva utilizzazione pone interrogativi su protezione e responsabilità, ricerca religiosa su significati e limiti sociopolitici, istinti di gioco e status symbols.

 

Damien de la Faye

Archeologia quotidiana

Con l’aiuto degli scopini del paese, sto recuperando ciò che sarà la material prima del mio lavoro. Raccogliamo tutto ciò che si trova per terra: pezzetti di carta, appunti, foto, disegni, piccoli oggetti. Una nota lasciata a un parente, , un disegno scarabocchiato si di una busta, una parola d’amore… Sto anche realizzando una documentazione video e fotografica delle frasi e dei testi scritti sui muri delle stazioni. Talvolta essi sono indirizzati a qualcuno in particolare, altre volte semplicemente a chiunque si trova a transitare e prenda il tempo di leggerli. Le opere verranno esposte nel museo con l’invito ad osservarle come reperti di archeologia contemporanea: una specie di storia del quotidiano, piuttosto storie, brandelli di vita, presi a caso in Sabina.

 

Atsushi Fukunaga
Hiroshima - Giappone

Numeri colorati

Il mio interesse consiste nel dar forma al suono. Esistono vari modi di interpretare il suono. Il mio primo approccio è di tradurre il suono con una parola onomatopeica. Sono convinto che nel suono sia presente una modalità di comunicazione universale, inversamente a quanto capita nel linguaggio. In giapponese le parole onomatopeiche vengono spesso utilizzate per indicare situazioni che non contengono un suono, stabilendo quindi un rapporto immaginario tra linguaggio e realtà. Io sono interessato nell’investigazioni di modi di comunicazione con il maggior numero possibile di persone tramite il suono e anche alla descrizione del suono attraverso il linguaggio visivo.

 

Taro Furukata
Nato nel 1975 a Okayama - Giappone.
Vive e lavora a Berlino, Germania e Hiroshima, Giappone

A domanda risposta

Il mio progetto consiste nell’essermi posto la domanda “cosa posso fare come artista per questo bel villaggio?” ognuno di noi giovani artisti dispone di una piccola somma per realizzare l’opera per 20eventi. Io intendo usarla per acquistare ciò che la maggioranza della gente desidera, anziché fare la mia opera d’arte. Chiedere alla gente “cosa comperereste per il vostro villaggio” è il punto di partenza del progetto. Io annoto le risposte e poi acquisto ciò che la maggioranza desidera. Non penso affatto che l’atto di comperare sia meglio che quello di mettere in mostra arte contemporanea, ma il mio progetto intende essere un punto interrogativo sull’arte stessa e sul progetto 20eventi. Spero che esso sia una spinta a ripensare criticamente sull’arte.

 

Elin Hansdottir
Nata nel 1980 a Reykjavik - Islanda

Senza titolo

Il lavoro consiste in una serie di parole, prese da un testo sull’arte, stampate su di un foglio magnetico da cui vengono ritagliate e fissate su di una lastra metallica in uno spazio pubblico. Le parole non sono fisse, per cui ognuno le può spostare e ricomporre di volta in volta testi diversi, modificandone il significato.
“Credo nell’arte come strumento per sviluppare la fantasia del pubblico. L’immaginazione rende la vita quotidiana speciale e ricca Non credo tanto nelle finalità, ma piuttosto nella partecipazione e nei procedimenti di coinvolgimento, per cui ho scelto di dar vita a un qualcosa che possa venir modificato dalla gente del paese in cui verrà posta l’opera. In tal modo ne diventano loro stessi gli autori.

 

Daniel Kemeny
Nato a Pietrapaola (CS) - Italia nel 1981.
Vive e lavora a Berlino

Installazione sonora nella cabina telefonica di Frasso in Sabina

Nella cabina telefonica attualmente inutilizzata e in disuso di Frasso in Sabina sarà installato un telefono il quale sarà modificato cosi che la cornetta sarà sempre pendente. Dalla cornetta si sentiranno delle storie che mi saranno state raccontate da persone del paese. La cabina telefonica è un luogo che funge da luogo privato ma allo stesso tempo è pubblico il che rispecchia una dinamica sociale del piccolo paese che io vedo come un grande nucleo familiare nel quale il limite fra vita privata e pubblica non è definito. Tutti sanno tutto di tutti .La cornetta del telefono funge da spiraglio sul passato di questa grande famiglia dal quale si ha la possibilità di spiarne frammenti di identità.

 

Paulina Leon
 

Biancheria

In vari paesi della Sabina si vedono continuamente quantità di panni stesi ai balconi o che attraversano le strette strade dei villaggi. In un certo modo si può dire che ciò mette in pubblico alla vista di tutti i passanti l’intimità della casa e dei suoi abitanti. Io intendo scrivere su grandi pezzi di stoffa (lenzuola o asciugamani), delle frasi e poi appendere i tessuti ai balconi di alcune case come parte della loro vita domestica.


Il lavatoio

A Toffia esiste un vecchio lavatoio ancora occasionalmente utilizzato dalle donne del paese. Penso di sistemare sul fondo di ognuna delle vasche uno specchio al fine che vari elementi come il riflesso, la trasparenza e la profondità dell’acqua, entrino in gioco quando si utilizza il lavatoio, dando vita a riflessi di luce e alla luminosità dell’ambiente. Inoltre installerò in quello spazio una apposita colonna sonora.

 

Silvia Lorenz
Nata nel 1978

Dentro-Fuori
(Pianeta delle scatole)

 

Il Pianeta delle scatole è una scultura aperta consistente in alcune centinaia di scatole di cartone di prodotti vari (prodotti tedeschi e italiani con l’interno al di fuori) e danno vita ad una forma che lascia lo spazio interno libero, in modo simile ad una tipica piazza italiana; lo spazio è circondato da una stretta e complessa rete formata da una moltitudine di scatole. Ci sono due possibilità: a) passare dalle scatole più piccole alle più grandi; b) le più grandi sono al centro e le più piccole sono sparse ai lati della stanza. In entrambi i casi il pubblico troverà un passaggio verso il centro della scultura.

 

Dieter Lutsch
Nato a Schässburg - Romania

20 km/h

Durante l’intera durata della manifestazione la velocità raccomandata agli automobilisti per attraversare i villaggi coinvolti in 20eventi sarà di 20 km/h. All’entrata di ogni paese ci sarà un cartello stradale con tale raccomandazione. In tal modo tutti i passeggeri delle auto in transito prenderanno parte all’evento artistico come coautori, per il semplice fatto di transitare lungo il paese a passo di lumaca.

 


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